“Le scuole italiane in Eritrea”

La scelta di questo argomento per la mia tesi deriva sopratutto dal fatto che dal 2005 al 2008 ho frequentato la scuola italiana in Eritrea, diplomandomi al Liceo Scientifico con indirizzo linguistico “G. Marconi” di Asmara. Nel 2004-2005 avevo frequentato il secondo anno del liceo linguistico “Rosmini” di Grosseto, ma in quello stesso anno mio padre, docente di italiano, era stato nominato per un mandato di cinque anni come insegnante nella scuola media di Asmara ed io dopo essere andata a trovarlo avevo deciso di seguirlo e completare i miei studi in Eritrea.

Il liceo italiano di Asmara, come tutte le scuole superiori italiane all’estero, dura quattro anni, divisi in un cosiddetto ‘monoennio’ ed in un triennio, pertanto io mi iscrissi di nuovo al secondo anno, completando quindi il triennio. Il cambiamento che ho vissuto è stato, come si può facilmente immaginare, importante e significativo. In particolare nella mia classe eravamo solo due italiane, mentre tutti gli altri compagni erano eritrei.

Dal punto di vista didattico, poiché la padronanza della lingua italiana dei miei compagni non era come quella di un madrelingua, i programmi delle materie curricolari, come italiano, storia o filosofia, erano affrontati in modo diverso rispetto ad una scuola in Italia, anche se venivano trattati tutti gli argomenti dei programmi ministeriali. Le lingue straniere, invece, ovvero inglese, francese, spagnolo ed arabo erano affrontate in modo decisamente più approfondito; in particolare l’inglese essendo insieme al tigrigna e all’italiano una delle tre lingue parlate nel Paese e quindi usate anche nella vita di tutti i giorni.

Dal punto di vista umano, il rapporto con i miei coetanei è stato ricco e vario e ciò era dovuto al fatto che i miei compagni, per molti aspetti, avevano modi di fare e di comportarsi diversi da quelli dei loro coetanei italiani, a causa alla diversità di cultura e tradizione. In particolare mi ha molto colpito la differenza nel rapporto con gli adulti, genitori ed insegnanti. Per quanto riguarda il rapporto con i genitori vi era, infatti, una maggiore sottomissione e spesso anche un certo timore, perché nella società eritrea il rapporto genitori-figli è ancora spesso molto autoritario, mentre io con i miei genitori sono abituata ad un rapporto paritario. Non di rado accadeva che le mie compagne mi raccontassero di aver subito maltrattamenti che arrivavano, in certi casi, addirittura alle percosse, soprattutto da parte dei padri; di solito ciò accadeva se prendevano brutti voti ed in generale il loro grado di libertà ed autonomia era molto più limitato del mio. Questa situazione causava spesso il sorgere fra di noi di un sentimento di solidarietà e di protezione reciproca che non avevo riscontrato fra i miei compagni di classe in Italia.

Comunque in generale, posso dire che questa esperienza mi ha molto arricchito, perché ho avuto modo di conoscere una realtà lontana e diversa dalla mia. Certo non dimenticherò mai gli anni trascorsi ad Asmara e scrivere questa tesi è per me anche un modo per fissare meglio nella memoria i miei ricordi.

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